Antonio Rossano: “Castelli di carta che vacillano”

Questo lungo articolo è comparso prima sul quotidiano svizzero La Regione e poi ripreso sul sito web dell’European Journalism Observatory, uno dei “luoghi di culto” per chi vuole capire dove stia andando il mondo dei media. L’autore è Antonio Rossano, giornalista esperto di comunicazione e nuovi media. L’argomento? Dalla crisi della carta stampata, all’introduzione dei paywall per i siti web, fino al drenaggio pubblicitario della superpotenza Google, ci sono i principali temi caldi che preoccupano e fanno discutere il mondo dei giornali, non solo in Svizzera. Ve lo riproponiamo integralmente.

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OBAMA E I QUOTIDIANI SENZA LA NOTIZIA DEL GIORNO

Per i giornali quotidiani europei, il giorno delle elezioni americane è uno degli incubi peggiori: per colpa del fuso orario, le pagine si chiudono e le rotative si mettono in moto prima che sia possibile scrivere la notizia del giorno, ovvero il nome del presidente degli Stati Uniti dei prossimi quattro anni. Due sono le vie: osare titoli basandosi su sondaggi e primi risultati (ma nessuno lo fa più, dopo avere dato per certa, otto anni fa, la vittoria del democratico John Kerry e trovarsi, a giornale irrimediabilmente in edicola, con il secondo mandato di George W. Bush) o dedicare spazio all’evento, con approfondimenti, reportages e analisi che però non tengono conto del dato fondamentale, ovvero il nome del vincitore.

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THE GUARDIAN E L’EVOLUZIONE DIGITALE

Il direttore Alan Rusbridger racconta la via scelta dal giornale più all’avanguardia nella transizione da cartaceo a multimediale

Una riduzione (e piccola rivoluzione) di foliazione, infiocchettata in una confezione resa accattivante da qualche cambiamento grafico (il più vistoso? La testata non è più bianca su sfondo blu, ma blu su sfondo bianco): in questo modo The Guardian ha fatto un altro passo verso la “rivoluzione digitale”. Il primo quotidiano ad aver scelto la via di una app nativa per presentare i contenuti del cartaceo (niente sfogliatori di pdf come in Italia, niente aggiornamento costante da sito web sul modello del NY Times) deve fare i conti, come tutto il mondo dei media, con la crisi. E per risparmiare ha optato per qualche taglio mirato sull’edizione che va in edicola, ma sono riduzioni di costi che fanno il paio con gli investimenti massicci sul fronte digitale. E le prime cifre sembrano enormi: la app di The Guardian per iPad, che dà accesso all’edizione digitale, è stata scaricata da oltre 500mila utenti nei primi quattro mesi di vita (23mila nel solo giorno di Natale, in cui peraltro il quotidiano è uscito). Fino alla settimana scorsa, il giornale poteva essere letto gratis, per un periodo di prova valido per tutti. Ora l’abbonamento costa 11 euro al mese (ma chi è già abbonato al giornale cartaceo non paga).

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