Più digitale, meno paywall, pochissima carta

infografica Inma

“Credo che, nell’anno che verrà, la più grande opportunità per gli editori è di adattarsi all’idea di sfruttare il mondo digitale e di imbrigliare la forza del “digi-print”, ovvero influenzare la diffusione della carta con l’interattività e l’impatto del digitale”: sono parole di Rajiv Verma, amministratore delegato di Ht Media, editore indiano, ma sono anche il nucleo di una schermata dello slideshow proiettato al convegno annuale dell’Inma, l’associazione internazionale degli editori di news, da Earl J. Wilkinson, che dell’Inma è il presidente.

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Instant articles, i giornali su Facebook

Chissà se dovremo ricordarci la data di oggi, mercoledì 13 maggio, nella storia dell’editoria mondiale: con la storia di un’atleta brasiliana qualificatasi alle Olimpiadi invernali e infortunatasi gravemente durante un allenamento, il New York Times ha tenuto a battesimo gli instant articles, la nuova forma di narrazione giornalistica tutta interna a Facebook. Per chi naviga il social network dal suo computer nulla cambia: un link, un clic e si apre una pagina web con testo, immagini e video. Per chi invece legge da smartphone, il link che compare sulla timeline di Facebook è diverso: là dove abitualmente si vedrebbe un’immagine statica, parte un video in autoplay, un tocco del dito là dove c’è il titolo apre una nuova finestra interna al social network (che quindi non fa segnare +1 sul contatore del sito del giornale). E la lettura è accompagnata da una serie di elementi che arricchiscono l’esperienza: video, audio, mappe interattive, e la possibilità di cliccare “mi piace” e commentare ogni singolo elemento che compone la narrazione.

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ANCORA SU FACEBOOK MIGLIOR SITO DI NEWS

«Molte persone considerano Facebook la loro personale home page»: c’è anche questa, lapidaria, frase nell’intervista ai tre giudici (Ted Irvine di Vox Media, Martina Schories del Süddeutschen Zeitung e Fernando Diaz di Reveal) del premio “World’s best designed news website” che il sito della Snd ha pubblicato, dopo le polemiche sollevate dalla decisione della commissione di assegnare il riconoscimento, l’oscar del disegno nel mondo dei media digitali, a Facebook e non all’espressione su internet di un giornale. Le loro spiegazioni, come immaginavamo, completano il “capo d’imputazione” nei confronti delle aziende editoriali e della loro fatica ad adeguarsi ai tempi che cambiano con ritmo vertiginoso. «Ci siamo resi conto» dicono «che ora è più ovvio di sempre il fatto che le piattaforme cresciute al di fuori delle aziende editoriali hanno consentito al pubblico di governare il ciclo delle news in un modo molto più dinamico rispetto a quanto le principali e tradizionali compagnie editoriali abbiano mai fatto prima. Questo ci ha imposto di ridefinire il criterio per indicare un’azienda produttrice di news, e un sito di news. E infine, come fondamento, che cosa sono le notizie e chi lo decide? Gli stessi editori e siti di news sono a un bivio».

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ELLO (E GOODBYE?)

Ello

Era stato presentato come l’alternativa a Facebook, con il plus di non presentare inserzioni pubblicitarie e la promessa di essere sempre completamente gratuito. Dopo qualche mese è stato ribattezzato “il fratello ingrigito di Twitter” e l’ultima analisi trimestrale di GlobalWebIndex sottolinea come “abbia fallito nell’avere un impatto”, con solo il 5% di persone attive nei social network che lo utilizzano. Stiamo parlando di Ello, il cui lancio aveva avuto nello scorso autunno un certo rilievo mediatico. A cui però non è seguito altrettanto seguito da parte degli utenti. Il suo ruolo resta marginale tra le persone dedite alla rete e alle reti sociali ed è pressoché nullo se ci spostiamo nel mondo delle aziende, editoriali e non.

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SE FACEBOOK DIVENTA (ANCHE) IL MIGLIOR SITO DI NEWS

La SND annuncia (su Facebook) il premio come sito di news con il miglior design dell'anno a Facebook. E si apre il dibattito

La SND annuncia (su Facebook) il premio come sito di news con il miglior design dell’anno a Facebook. E si apre il dibattito

«Devi essere ponderato e ricco di significati, ma veloce. Devi essere chiaro, coinvolgente e coinvolto. Devi essere a disposizione dovunque e comunque. Oggi, più che mai, il tuo pubblico ha il controllo. Dal computer al mobile alle app, il vincitore di quest’anno funziona. Ovunque. Su qualunque piattaforma. Offre un’esperienza di lettura di news più ricca di qualunque altro sito. Sta ridefinendo il concetto di comunità, facendo evolvere il nostro modo di relazionarsi con le news e con ciascuno di noi. Non dobbiamo solo fare i conti con questo cambiamento, ma imparare da questo e fare evolvere le nostre organizzazioni di conseguenza. È la piattaforma che si ama, o si odia, o si ama odiare. Ma senza la quale non si può vivere, sempre di più. Questo non sarebbe possibile senza un design di classe mondiale». Con questa motivazione la Society of News Design ha assegnato, nella sua riunione plenaria annuale svoltasi quest’anno a Washington, il premio per il miglior disegno digitale al mondo, il premio Oscar nell’universo dei media, non a un giornale o alle sue espressioni, non a The Guardian o al New York Times. Ma a Facebook.

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