Le novità di Facebook per chi fa informazione

Facebook-F8-2016

Mark Zuckerberg è salito sul palco come ogni anno, pochi giorni fa, per F8, la consueta rassegna di novità di Facebook rivolte a sviluppatori, pubblicatori ma anche semplici utenti. E se c’è chi dice che “Facebook vuole diventare internet”, certamente influirà in modo ancora più pesante nelle abitudini di chi legge notizie. E, per questa ragione, deve influire anche nei comportamenti di chi le produce. Ecco una minirassegna delle novità.

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Nicole Orlando (o la nascita di un personaggio nell’era di Facebook)

nicole città di biella

Chi avesse guardato la fotografia subito sotto il titolo, poco più di un mese fa, avrebbe certamente notato la poesia e l’emozione colte nello scatto. Ma non avrebbe saputo a che cosa si riferiva. Oggi, forse, sono la maggioranza coloro che, nella ragazza che piange avvolta nel tricolore mentre ascolta l’inno nazionale sul podio, riconoscono Nicole Orlando, l’atleta che ha vinto quattro medaglie d’oro e una d’argento ai mondiali di atletica leggera riservati agli atleti con la sindrome di Down. La sua storia è il paradigma di come una vicenda diventa una notizia e di come una persona si trasforma in personaggio nell’era dei social network. E, volendo, è anche lo spunto per una riflessione su quanto l’opinione pubblica sappia influenzare i media, mentre un tempo accadeva solo (o soprattutto) il contrario.

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Stampa digitale, il caso-Lodi fa scuola nel mondo

Presentazione Csq Alberto Valeri-Il Cittadino di Lodi

Pat McGrew arriva dagli Stati Uniti, gira il mondo per conto di Hp, multinazionale dell’elettronica e – nel caso che ci interessa – pioniere della stampa digitale a larghe tirature e si definisce “evangelist” (non serve traduzione, vero?), o fuor di metafora portatrice di idee nuove in un comparto, quello dell’informazione su carta, che sta facendo fatica, sballottato tra crisi economica e comportamenti mutati (anche voi, probabilmente, state leggendo questo post su uno smartphone, per dire).

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L’Italia, Facebook e la fiducia nelle notizie

infografica reuters digital news report

Oggi proviamo a fare un gioco con due dati del Digital News Report del Reuters Institute, presentato nei giorni scorsi nella sua edizione del 2015. I dati sembrerebbero non avere a che fare l’uno con l’altro. Uno parla della scarsa fiducia degli italiani nei mezzi di informazione che apparecchiano loro il menu quotidiano di notizie, relegata al 35%, decimo peggior dato nella classifica dei dodici paesi in cui si è svolta l’indagine (solo Spagna e Stati Uniti fanno peggio). La posizione dell’Italia cala ancora se si sostituiscono ai mezzi d’informazione intesi in senso generico quelli usati come fonti di notizie dagli intervistati: solo il 48% nutre fiducia nella loro affidabilità. Peggio c’è solo la Spagna. Il secondo dato dice che l’Italia è l’unico paese in cui l’uso di Facebook come fonte di notizie ha subito una flessione nel 2015 rispetto al 2014, dal 48% del campione al 46% che dichiara di farne anche quell’utilizzo. Con questo calo l’Italia perde anche due posizioni nella graduatoria delle dodici: da seconda dietro il Brasile a quarta dietro Brasile (che con un +16% ha la crescita marginale più alta), Spagna e Danimarca.

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News, ora l’allarme suona per le tv

infografica reuters 1

Per i giornali tradizionali, quelli per intendersi fatti di carta, l’allarme antiaereo è suonato da tempo. Oggi ormai – e perdonate l’immagine brutale – stanno cadendo le bombe. Ma, forse un po’ a sorpresa, la quarta ricerca annuale Digital News Report del Reuters Institute for the study of  journalism fa suonare le sirene a tappeto per le televisioni. Un allarme meno grave, beninteso: a differenza dei quotidiani, per le tv le news tendono a essere solo una parte dell’offerta e non il core business. Ma l’indagine condotta su un ampio campione in dodici paesi industrializzati (tra cui l’Italia) dice che il piccolo schermo sta perdendo rilevanza come canale privilegiato per consumare notizie.

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