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Le novità di Facebook per chi fa informazione

Facebook-F8-2016

Mark Zuckerberg è salito sul palco come ogni anno, pochi giorni fa, per F8, la consueta rassegna di novità di Facebook rivolte a sviluppatori, pubblicatori ma anche semplici utenti. E se c’è chi dice che “Facebook vuole diventare internet”, certamente influirà in modo ancora più pesante nelle abitudini di chi legge notizie. E, per questa ragione, deve influire anche nei comportamenti di chi le produce. Ecco una minirassegna delle novità.

Facebook Live
È la possibilità di pubblicare video in diretta su Facebook senza passare da app “intermediarie” (come Periscope per Twitter o Streamago per lo stesso Facebook). Già aperta per tutti i profili personali, che hanno a disposizione tra le opzioni di pubblicazione di un post da smartphone l’icona con l’omino stilizzato circondato da cerchi, ora lo è anche per le pagine. E Zuckerberg ha annunciato di aver messo a disposizione un software per poter usare non solo lo smartphone, come ora, ma anche altri device e perfino periferiche esterne come una videocamera professionale o un drone. Per assurdo, qualsiasi mezzo di informazione potrebbe produrre a costo zero interviste, dibattiti o perfino un videonotiziario interattivo quotidiano e pubblicarlo su Facebook in diretta. Interattivo perché Facebook Live consente agli utenti di vedere il video in diretta e di commentarlo in tempo reale (e quindi chi parla può rispondere in tempo reale alle domande). Inoltre, una volta terminata la diretta, il video resta sulla pagina Facebook come un post, quindi sempre visibile anche in differita.

Instant Articles
Già annunciati mesi fa e concessi in anteprima ad alcuni media mondiali selezionati (da The Guardian al New York Times fino al National Geographic; in Italia La Stampa), trasformano un comune link a un articolo del medium online in una pagina di Facebook che si carica in modo dieci volte più rapido quando la si legge da un dispositivo mobile, che si suppone abbia una connessione meno stabile rispetto a un computer. Nonostante il prodotto finale risulti una pagina Facebook, le statistiche di traffico vengono ascritte al sito di origine. Quanto alla pubblicità, il medium può scegliere se caricare i propri annunci su un instant article oppure lasciare che Facebook carichi quelli dei suoi inserzionisti, in cambio di una commissione. Se all’inizio erano stati utilizzati per “long form reading” e servizi complessi e arricchiti da video, immagini e infografiche animate, è stata proprio La Stampa a utilizzarli per prima in modo diffuso e massiccio, uscendo sotto forma di instant articles anche con i servizi di routine delle edizioni provinciali. Un instant article si riconosce dalla piccola icona di un fulmine in alto a destra sul link. Il codice html che li gestisce è stato messo a disposizione di tutti i pubblicatori. È già stato annunciato un plug in di WordPress per rendere in automatico instant articles le pagine web pubblicate da chi usa questa piattaforma.

Canvas
Questo formato è dedicato al mercato pubblicitario. Le inserzioni di Facebook sono una fetta importante dei guadagni del social network e hanno due vantaggi: sono semplici da usare e sono estremamente economiche, garantendo comunque un’audience potenziale tendente all’infinito (in Italia gli utenti attivi sono 28 milioni, 22 dei quali anche da mobile). Il difetto era una certa rigidità dei formati: un’immagine corredata a un link oppure un video, con paletti come una percentuale di testo inferiore al 20% dell’area dell’intera inserzione. Canvas promette di essere il superamento di questi paletti. Rivolto al mercato mobile, permette di costruire in una stessa schermata un combinato di testi, immagini, video e link – magari direttamente all’e-commerce aziendale – per colpire meglio l’attenzione del cliente. Già a disposizione con un sistema di costruzione complesso, sta per essere “liberato” con una piattaforma più semplice a cui è già possibile pre-iscriversi.

Facebook FYI
Ovvero Facebook “for your information”: si tratta del motore di ricerca interno del social network. Fino a oggi nella barra di ricerca di Facebook era possibile cercare solo singoli utenti, pagine, gruppi, eventi e hashtag, benché non siano mai stati usati in modo pervasivo come accade su Twitter o Instagram. Ora la barra di ricerca consente query anche per parole chiave, come succede tipicamente su Google. Vuol dire che cercando, per esempio, Matteo Renzi non mi comparirà solo il suo profilo personale, la sua pagina ufficiale o la pagina satirica “Matteo Renzi che fa cose” ma potenzialmente tutti i post pubblici degli utenti e delle pagine (edizioni online dei giornali comprese) che contengono le parole “Matteo Renzi”. Per il mondo internet vuol dire un’alternativa credibile a Google News. Per chi pubblica vuol dire cominciare ad adottare principi di SEO anche nella costruzione di un post su Facebook: la frase-teaser che dice e non dice come “Guardate la figuraccia del premier” per presentare un link potrebbe non funzionare più, se emergesse in modo forte la necessità di farsi trovare con la chiave di ricerca più ovvia, ovvero Matteo Renzi.

Post multilingua
Presente già da qualche tempo, con un settaggio da regolare nelle impostazioni della pagina, consente di pubblicare uno stesso post in un numero pressoché infinito di lingue. L’utente Facebook lo vedrà comparire nella “lingua madre” del suo browser, se è tra quelle in cui è stato tradotto il post, altrimenti lo leggerà comunque in lingua originale. Significa che se si pubblica un post in italiano e in inglese, lo leggeranno tutti in italiano esclusi coloro che hanno l’inglese come lingua principale del browser. La funzionalità può essere preziosa per molte ragioni, dal creare un post-inserzione pubblicitaria che possa essere più incisivo sul mercato estero fino al creare un post di informazione in più lingue in caso di news che coinvolgano persone di diversi paesi (un gemellaggio internazionale, lo spettacolo di un artista straniero…).

Un “bot” per Facebook Messenger
Mark Zuckerberg ha annunciato lo sviluppo di una piattaforma che consentirà ai pubblicatori di contenuti di programmare un “bot”, un’intelligenza artificiale a cui demandare funzioni automatiche, che sia in grado di interagire con gli utenti del social network. In uno degli esempi che ha mostrato si vedeva un messaggio di Cnn, strutturato come una sorta di newsletter via Facebook, che conteneva gli estratti delle principali notizie del momento e, sotto ognuna, tre possibilità di interazione: leggi la storia, ottieni un riassunto, chiedi a Cnn. Il “bot”, secondo le intenzioni di Zuckerberg, sarebbe in grado di leggere le preferenze di ogni utente e di adattare il contenuto dei messaggi automatici ai suoi gusti proponendo, per esempio, più articoli di economia a chi ha letto negli ultimi giorni contenuti economici. Per qualsiasi mezzo d’informazione, forse ancora di più per quelli locali, potrebbe rivelarsi uno strumento importante: diventerebbe una “newsletter” distribuita su un mezzo molto più usato di mail e sms (60 miliardi di messaggi scambiati al giorno nel mondo) e tarata sui lettori, con le notizie di economia a chi segue la borsa, di sport a chi è tifoso e così via.

Uno “sharing tool” più efficace
La funzionalità nuova consentirà questo: se leggo un articolo di mio interesse che ho trovato da un link su Facebook e voglio condividerlo, se l’ho aperto attraverso la app di Facebook potrò identificare una parte del testo con il dito e creare da quella “citazione” un post in modo diretto. Facebook riporterà la frase che ho scelto insieme al link al contenuto originale. Prima, per fare un simile lavoro, occorreva copiare la citazione “a mano” in un post e poi copiare anche il link. Tutto molto macchinoso se, per esempio, si voleva evidenziare la frase chiave di un’intervista che ci aveva colpito.

La lettura preventiva dell’intelligenza artificiale
Oggi l’algoritmo di Facebook basa la visibilità di ciascun contenuto pubblicato su parametri social, ovvero sul numero di “mi piace”, condivisioni, commenti e clic sul link che ottiene ogni singolo contenuto dal momento della sua pubblicazione. L’intenzione annunciata da Zuckerberg è di affidare a un’intelligenza artificiale anche una lettura di merito degli articoli, che sia in grado di analizzare testi e immagini e di valutarne la rilevanza in base alle nostre preferenze. Per fare un esempio pratico, potrà spingere sulle nostre bacheche, tra i mille contenuti prodotti dai mezzi di informazione che seguiamo, più contenuti riconosciuti dall’intelligenza artificiale come articoli sulla pallacanestro, se le nostre preferenze accertate da Facebook si indirizzano verso questo sport. Anche questo dettaglio aiuterà, quando in funzione, a spingere in alto i contenuti rilevanti e, probabilmente, a togliere visibilità a spam e bufale.

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