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ANCORA SU FACEBOOK MIGLIOR SITO DI NEWS

«Molte persone considerano Facebook la loro personale home page»: c’è anche questa, lapidaria, frase nell’intervista ai tre giudici (Ted Irvine di Vox Media, Martina Schories del Süddeutschen Zeitung e Fernando Diaz di Reveal) del premio “World’s best designed news website” che il sito della Snd ha pubblicato, dopo le polemiche sollevate dalla decisione della commissione di assegnare il riconoscimento, l’oscar del disegno nel mondo dei media digitali, a Facebook e non all’espressione su internet di un giornale. Le loro spiegazioni, come immaginavamo, completano il “capo d’imputazione” nei confronti delle aziende editoriali e della loro fatica ad adeguarsi ai tempi che cambiano con ritmo vertiginoso. «Ci siamo resi conto» dicono «che ora è più ovvio di sempre il fatto che le piattaforme cresciute al di fuori delle aziende editoriali hanno consentito al pubblico di governare il ciclo delle news in un modo molto più dinamico rispetto a quanto le principali e tradizionali compagnie editoriali abbiano mai fatto prima. Questo ci ha imposto di ridefinire il criterio per indicare un’azienda produttrice di news, e un sito di news. E infine, come fondamento, che cosa sono le notizie e chi lo decide? Gli stessi editori e siti di news sono a un bivio».La risposta alla domanda, evidentemente, è stata ovvia. Anche Facebook è un sito di news («e se in qualche modo pensate che non lo sia» aggiungono i tre giurati «smettetela di usarlo per condividere le vostre storie»). Ma la vera questione è posta agli editori, ai giornalisti e agli strateghi delle aziende che pubblicano notizie. «Volevamo dire al nostro mondo che forse dovremmo concentrarci di meno sulle opere d’arte su misura che sono apprezzate da molto poche persone, richiedono risorse che la maggior parte di aziende editoriali non possiede e ci distraggono dal dare un contributo più profondo al dibattito in corso sul mondo delle news. Che cosa c’è di buono se uno splendido sito interattivo se non funziona sui dispositivi mobili e nessuno lo vede? I vincitori dei premi Snd sono considerati da molti, nell’industria editoriale, come pietre miliari di filosofie e pratiche da imitare, fare proprie e migliorare. Abbiamo pensato che fosse il momento di riconoscere quello che per molti è il più significativo veicolo di audience ai nostri contenuti. Facebook è riuscita a realizzare quello che la maggior parte delle aziende editoriali non ha potuto fare: essere un sito di news diffuso in tutto il mondo. È riuscito, attraverso un design di avanguardia, a funzionare e trasformarsi in una finte di notizie dal mondo e notizie personali, e siamo profondamente convinti che le aziende editoriali dovrebbero essere interessate a stabilire lo stesso tipo di relazione con i loro lettori. Questo non sarebbe possibile senza un design di livello mondiale».

Il messaggio finale è rivolto direttamente a chi possiede le chiavi delle aziende editoriali: «Abbiamo visto l’effetto che il riconoscimento a un sito di news ha sulle candidature al premio dell’anno seguente. L’anno dopo “Snow Fall” (il reportage di narrazione lunga e multimediale del New York Times su una valanga caduta sulle montagne dello stato di Washington, ndr) abbiamo visto dozzine di altri “Snow Fall”. Ci sono voluti tre anni perché le società editrici tradizionali e di media grandezza abbracciassero il disegno responsive. E mentre i loro siti ora funzionano bene su più devices, non si sono posti domande fondamentali sul loro pubblico e sui loro contenuti. Crediamo che gli editori non debbano inseguire il lavoro vincente del New York Times dell’anno prima, ma impegnarsi per spostare in avanti il paradigma, come hanno fatto queste piattaforme. E come continueranno a fare, non lasciandoci altre opzioni se non pensare di pubblicare direttamente i nostri contenuti su di esse, come ironicamente proprio il New York Times e altri ora stanno pensando di fare».

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