ELLO (E GOODBYE?)

Ello

Era stato presentato come l’alternativa a Facebook, con il plus di non presentare inserzioni pubblicitarie e la promessa di essere sempre completamente gratuito. Dopo qualche mese è stato ribattezzato “il fratello ingrigito di Twitter” e l’ultima analisi trimestrale di GlobalWebIndex sottolinea come “abbia fallito nell’avere un impatto”, con solo il 5% di persone attive nei social network che lo utilizzano. Stiamo parlando di Ello, il cui lancio aveva avuto nello scorso autunno un certo rilievo mediatico. A cui però non è seguito altrettanto seguito da parte degli utenti. Il suo ruolo resta marginale tra le persone dedite alla rete e alle reti sociali ed è pressoché nullo se ci spostiamo nel mondo delle aziende, editoriali e non.Le ragioni? Forse l’interfaccia, dal gusto estremamente minimal e non così semplice da comprendere, quando a funzionalità. Forse la mancanza di certe funzioni (si possono creare profili personali, non fanpages sullo stile di Facebook). E forse anche il fatto che sulle nostre bacheche Facebook, alla fine, non percepiamo la pubblicità né come invasiva né come fastidiosa, il che rende un social network senza inserzioni un inutile doppione e non un portatore di valori. Resta il fatto che, mettendosi nei panni di un’azienda editoriale, aprire un canale anche su Ello per ora sarebbe uno sforzo inutile. E gestire i canali sulle altre reti sociali?

Facendoci aiutare dalle statistiche del primo quadrimestre 2015 elaborate nell’indagine di GlobalWebIndex (su un campione di 50mila utenti sparso in tutto il mondo, dagli Usa al Sudamerica, dall’Europa al Medio Oriente, dalla Cina all’Australia), Facebook domina il mercato con l’82% del campione intervistato presente con un profilo e il 42% che si definisce utente attivo. Tra questi ultimi però più del 50% frequenta il sito più di una volta al giorno. Per il 30% degli “over 20” Facebook è anche il social network più bello e coinvolgente, mentre nella fascia di età 16-19 anni la palma spetta a YouTube seguito da Instagram. Altri dati interessanti? Il 28% dei minuti spesi su internet è su un social network. La media di account sui vari social network a persona è di 5,39, mentre il 2,75 – circa la metà – di questi sono usati abitualmente.

Proviamo a trasferire queste cifre sull’esperienza di un’azienda editoriale, aggiungendone prima un’altra. L’ultimo dato disponibile del traffico web de ilCittadino.it, il canale digitale del quotidiano Il Cittadino di Lodi, dice che nel mese di aprile il 98,5% del traffico da social network (in crescita pressoché costante da un anno a questa parte) arriva da Facebook, il resto è da Twitter e le briciole da altre piattaforme, su cui il giornale non è attivamente presente. Questo vuol dire che, se usato bene e con costanza, Facebook procura vantaggi alle aziende editoriali, che vedono aumentare il numero dei clic sulle loro pagine, oltre che accrescere l’importanza del loro brand rendendolo presente e utile su una piattaforma dove una moltitudine di potenziali lettori entra più di una volta al giorno. E ne procura in misura maggiore rispetto agli altri social network. Il consiglio? Per le aziende editoriali medio-piccole, che non hanno mezzi ed energie per seguire con attenzione più di un canale social, è bene concentrarsi solo su Facebook. Anche se in un mondo ideale, in cui l’importanza di questi canali sembra destinata a crescere sempre di più, dotarsi di una strategia per cavalcare l’onda è ormai imprescindibile.

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