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L’INSERTO SULLA DANZA DE IL CITTADINO DI LODI

Nell’era digitale si possono trovare nuovi modelli di business per i quotidiani nel vecchio mondo della carta stampata? Sembrerebbe di sì, analizzando l’esperimento lanciato venerdì da il Cittadino di Lodi: si tratta di un inserto (qui sopra la copertina) legato al Festival Lodi Città in Danza, un evento della città (e non è una novità), ma realizzato in accordo con gli organizzatori dell’evento stesso, inserito nella foliazione del quotidiano e prodotto in un numero di copie più alto, con la qualità maggiore della stampa digitale, perché potesse essere distribuito da solo e usato come materiale promozionale.

L’idea di Roberto Savaré, amministratore delegato de il Cittadino, è stata realizzata in collaborazione con Alberto Valeri Srl e con Csq, la tipografia di Erbusco prima in Europa ad avere una macchina di stampa digitale per i quotidiani. I vantaggi? Niente lastre, formato da giornale, ma con la possibilità di avere una carta migliore, e l’altissima qualità della stampa a colori con il toner, versione extra-professionale delle stampanti da casa o da ufficio. L’acquisto di quella macchina da parte della tipografia italiana ha attirato l’attenzione del mondo dei media in tutta Europa. E sta cominciando a solleticare la fantasia di chi i giornali li pensa e li produce. Ed ecco una delle applicazioni possibili, che ha fatto il suo esordio con il Cittadino, che dal restyling di marzo accompagnato dal cambio di formato stampa le sue copie proprio nello stabilimento in Franciacorta di Csq.

Ma quali sono i vantaggi e, soprattutto, qual è il modello di business? Per gli organizzatori dell’evento il vantaggio è di avere il quotidiano della città come media partner, con la garanzia della diffusione dell’inserto con il programma della manifestazione a tutti i lettori del giornale e – dettaglio non irrilevante – con otto pagine di spazio sul giornale stesso. Ma l’altro vantaggio è di avere un programma dell’evento a disposizione, per distribuirlo nei “punti strategici” della città, a costo zero e con la qualità maggiore della stampa digitale, perfetta anche per le piccole tirature a differenza delle rotative. Il giornale invece ha raccolto su quelle otto pagine la pubblicità, attraverso la sua concessionaria, che ha avuto un incasso extra sul budget mensile e, probabilmente, ha catturato clienti “di settore” (in questo caso ci si occupava di danza) che non avrebbe allettato altrimenti. La cifra raccolta ha permesso di sostenere il progetto e di affidare la qualità del design e dell’impaginazione allo staff di Alberto Valeri, che prima ha contribuito da consulente a “inventare” il meccanismo e poi ha lavorato sul campo per realizzare le otto pagine con una grafica coerente con quella nuova de il Cittadino, ma anche accattivante e coinvolgente abbastanza per adattarla a un evento di spettacolo.

Il primo esperimento sembra riuscito, con la soddisfazione di tutte le parti coinvolte. E potrebbe ripetersi a breve. Ma il modello, ovviamente, è replicabile anche in altre realtà. Chiedeteci come e vi aiuteremo…

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