Archivia per gennaio, 2012

THE GUARDIAN E L’EVOLUZIONE DIGITALE

Il direttore Alan Rusbridger racconta la via scelta dal giornale più all’avanguardia nella transizione da cartaceo a multimediale

Una riduzione (e piccola rivoluzione) di foliazione, infiocchettata in una confezione resa accattivante da qualche cambiamento grafico (il più vistoso? La testata non è più bianca su sfondo blu, ma blu su sfondo bianco): in questo modo The Guardian ha fatto un altro passo verso la “rivoluzione digitale”. Il primo quotidiano ad aver scelto la via di una app nativa per presentare i contenuti del cartaceo (niente sfogliatori di pdf come in Italia, niente aggiornamento costante da sito web sul modello del NY Times) deve fare i conti, come tutto il mondo dei media, con la crisi. E per risparmiare ha optato per qualche taglio mirato sull’edizione che va in edicola, ma sono riduzioni di costi che fanno il paio con gli investimenti massicci sul fronte digitale. E le prime cifre sembrano enormi: la app di The Guardian per iPad, che dà accesso all’edizione digitale, è stata scaricata da oltre 500mila utenti nei primi quattro mesi di vita (23mila nel solo giorno di Natale, in cui peraltro il quotidiano è uscito). Fino alla settimana scorsa, il giornale poteva essere letto gratis, per un periodo di prova valido per tutti. Ora l’abbonamento costa 11 euro al mese (ma chi è già abbonato al giornale cartaceo non paga).

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