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NH 2011: IL RIASSUNTO DEI LAVORI

L’ottavo congresso della SNDE, il meglio della stampa spagnola e portoghese si è tenuto a Madrid l’11 novembre 2011. Eccovi un riassunto delle relazioni presentate.

1 Ezequiel Triviño: inventarsi il futuro
Ha aperto il congresso dedicato al meglio della stampa iberica il direttore creativo di Wekreate e presidente del Club de Creativos. Per Triviño c’è solo un modo per uscire da questa crisi: «Inventarsi il futuro». Allo stesso tempo l’industria dei giornali deve cambiare il modello di business che finora le ha permesso di vivere. I prodotti e i media digitali stanno alterando quei parametri che un tempo erano un porto sicuro. Wikipedia ha preso il posto dell’enciclopedia britannica e il sito web di annunci gratuiti Craigslist si sta letteralmente mangiando il modello di finanziamento della stampa locale. Il disegno editoriale non può essere l’unica soluzione al problema. I giornali per sopravvivere devono sapersi creare un’immagine di marca forte. Esattamente come ha fatto l’Harley-Davidson che deve la maggior parte del suo fatturato alla vendita di gadget, non a quella delle moto.

2 André Macedo: direttore di dinheirovivo.pt
L’intervento di Macedo è stato un vero e proprio appello per i professionisti della stampa, giornalisti prima di tutti, ad assumersi le proprie responsabilità. Per il direttore del giornale economico nato sul web e che da qualche tempo è passato anche alla carta stampata uscendo in allegato con Diario de Noticias e Jornal de Noticias, bisogna tornare a scrivere notizie. «Negli ultimi anni, secondo Macedo, il disegno si è evoluto molto più del giornalismo propriamente detto. È arrivato il momento di concentrarsi con più energia sul contenuto editoriale». Un ritorno alle origini, insomma. E non bisogna avere paura. Il portoghese ha azzardato un paragone tra l’industria delle notizie e l’equitazione. «Un secolo fa, tutti si spostavano a cavallo che era universalmente considerato un bene di prima necessità. Oggi invece è diventato un lusso, una passione – afferma Macedo. E anche se ai nostri giorni solo una minoranza di persone possiede un cavallo, il business che ci sta dietro vale molto più che in passato. Significa che anche se non è più un mercato di grandi quantità si guadagna molto di più». Lo stesso probabilmente accadrà ai giornali. Non saranno più letti da tutti ma avranno un pubblico davvero interessato e disposto a pagare anche cifre più elevate per avere tra le mani un prodotto di alta qualità.

3 Andrés Rodriguez: editore e direttore di Esquire Spagna
«Il messaggio che vi voglio dare è che si può fare». Ha iniziato così la sua relazione Andrés Rodriguez, il giornalista di 46 anni che un giorno si è presentato nella sede newyorchese di Herst per affermare che nella sua vita voleva fare l’editore. E ci è riuscito, investendo «una somma di denaro neanche così grande», assicura. L’importante per Rodriguez, che con la sua SpainMedia è responsabile di pubblicazioni del calibro di Harper’s Bazar, Esquire, Robb Report, «è non lasciare che il mercato vi dica di no, perché il mercato non sa quello che vuole». Oggi i giornalisti e i grafici della redazione di Esquire lavorano al 150%: «Ognuno si impegna come se fosse una persona e mezza, dichiara l’editore. Perché quello che ci importa adesso non sono i soldi ma il talento».

4 Patrick de Saint-Exupery + Quintin Leeds: direttore e art director di XXI e 6Mois
XXI e 6Mois sono due riviste francesi in formato A5 che non contengono neanche una pagina di pubblicità e che vendono circa 50.000 copie. XXI è una pubblicazione trimestrale distribuita nelle librerie che propone ottimi reportage corredati solo da illustrazioni. «Quelle cose, spiega Saint-Exupery, che mancano nella stampa di oggi». Le illustrazioni, aggiungono i due relatori, aiutano la rivista a mantenere una propria identità forte, a essere un oggetto coerente. «Le foto andrebbero bene ma rischierebbero di non essere davvero relazionate con il testo. Affidandoci ad artisti diversi per ogni numero risolviamo questo problema, assicura il direttore». Solitamente ogni illustratore ha sei mesi per lavorare e dalla redazione non arrivano mai indicazioni sulle tonalità o gli stili da usare. «Altrimenti, continua l’art director, il risultato sarebbe un magazine monotono».
Anche 6Mois non ha pubblicità e nelle sue 350 pagine raccoglie il meglio della fotografia che non ha trovato uno spazio adeguato nelle altre pubblicazioni. Costa 25 euro, esce due volte all’anno e come XXI si trova solo nelle librerie (è possibile sottoscrivere un abbonamento). Nelle aperture lasciano più spazio bianco e cercano di divertirsi con i caratteri. Nelle pagine interne invece testo e foto devono «creare una sinfonia». Le didascalie rappresentano la voce in prima persona del fotografo. Per trovare una tipografia che avesse le caratteristiche di stampa adatte a soddisfare quelle di 6Mois, l’editore è dovuto volare in Germania.

5 Mark Porter: The Guardian su iPad
Uno dei massimi esperti di grafica editoriale, l’ex art director di The Guardian, ha spiegato alla platea il processo necessario per la nascita dell’applicazione per iPad del quotidiano inglese che a detta del suo designer è «l’immagine del futuro». «Sono stati mesi di lavoro in cui abbiamo cercato eliminare dalla App ogni residuo che riconducesse alla versione cartacea del giornale. Eppure il nostro target non è il lettore tecnologico ma quello tradizionale perché è quello disposto a pagare». La cosa più importante secondo Porter è creare una gerarchia e un’identità forte. Questo non significa solo una nuova grafica e un nuovo logo. «Con le font e i colori che usiamo per la App possiamo dare forma anche a altre cose. Alla pubblicità, per esempio, ma anche all’arredo della redazione». Il lavoro è durato mesi: è cominciato con la ricerca di una griglia di base e si è concluso studiando attentamente la tonalità del bianco che garantisse una miglior lettura.

6 David Sancha: Cases i Associats
Sancha ha continuato la conferenza riprendendo il discorso di Porter. Anche il consulente dello studio Cases, infatti, reputa fondamentale che l’identità di marca di un giornale cartaceo si riproponga forte nella versione digitale. Come esempio di buona gestione di linea di prodotti appartenenti alla stessa marca, Sancha ha riportato il caso di Coca Cola quando ha lanciato Coca Cola Light e poi Coca Cola Zero. In conclusione è stata mostrata l’applicazione della Stampa TuttoLibri disegnata da Cases i Associats e voluta dal direttore del quotidiano come un regalo per i suoi fedeli lettori.

7 Mario Tascon: Twittergrafia
Mario Tascon ha concluso la mattinata parlando del suo libro Twittergrafia e di tutte le regole che un buon utente di Twitter dovrebbe conoscere. Dall’alfabeto fatto di punteggiatura all’uso delle maiuscole. «È una scrittura che ha molti elementi tipici dell’oralità», ha concluso Tascon.

8 Tavola rotonda
Nel pomeriggio si è svolta la tavola rotonda a cui hanno partecipato alcuni dei più esperti art director spagnoli a cui il presidente della Snde Javier Errea aveva chiesto di provare a ridisegnare una pubblicazione concorrente.
Hanno partecipato Fernando Rapa Carballo (Público), Jesús Aycart (Abc), Rodrigo Sánchez (El Mundo) Lola Gómez Redondo (Heraldo de Soria), José Juan Gámez (Marca) e Clara Montagut (Esquire).

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