Pubblico

Un giornale da inventare da zero, una redazione piena di entusiasmo e aperta alle novità, un direttore, Luca Telese, con un sacco di idee non convenzionali, che sparigliavano le abitudini della carta stampata italiana: ecco gli ingredienti che hanno portato alla nascita di Pubblico, il quotidiano rimasto in edicola per tre mesi intensi, dal settembre al dicembre 2012.

Per progettarlo, siamo partiti da un foglio bianco. O meglio, da un foglio bianco con una testata, quella che Telese ha voluto per rendere dichiaratamente omaggio al francese Libération. Per il resto abbiamo pilotato dal punto di vista grafico le idee nuove del direttore stesso: niente sezioni fisse, con approfondimenti “da settimanale” per quelli che erano giudicati i fatti del giorno e, per questo, differenti gabbie grafiche per i vari tipi di notizia. I primi piani erano a quattro colonne, il notiziario e le pagine di servizio a cinque, Orwell, il settimanale culturale, a tre. Tra le caratteristiche, lo spazio dato alle immagini e alle illustrazioni (in redazione c’era l’illustratore e art director Emanuele Fucecchi), l’uso di “widget” come la rubrica con i tweet del giorno, la pagina della tv non con tutti i programmi ma con la selezione di quelli consigliati. Le copertine, nettamente caratterizzate intorno al titolo principale, hanno anche fatto epoca: quella della famiglia con due papà e tre bimbi ha fatto il giro d’Europa, per la forza del suo messaggio.

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