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DAL PIEMONTE CON UN MESSAGGIO: LA CARTA NON MORIRA’

Il giornale su carta non morirà, men che meno quello locale. Ma il futuro obbliga all’innovazione. E non si può non aprire una finestra sui nuovi media, a qualsiasi livello. In estrema sintesi è questo il messaggio scaturito dalla giornata di studio di venerdì, che Alberto Valeri Srl (insieme al Centro Stampa Quotidiani di Erbusco e con il patrocinio della Fipeg) ha organizzato in Piemonte, invitando le testate a diffusione locale della regione.


Un buon numero di loro ha risposto all’invito (ma c’erano anche rappresentanti, tra gli altri, di Corriere della Sera e della Regione Piemonte), per ascoltare le parole ottimistiche dei relatori, anche se il tema del convegno (“Crisi, dove va l’editoria locale?”) si apriva con una parola carica di ansia e allarme. Ma l’obiettivo dichiarato era quello di indicare prospettive e vie d’uscita.

Missione compiuta, grazie all’ottimismo di Michele Brambilla, vicedirettore de “Il Giornale”: “Resiste chi comunica senso di appartenenza. E il giornale locale ce l’ha, innato. E’ il giornale di patria, inteso come luogo paterno, e il lettore ci è attaccato”. E la carta, come ha suggerito Carlo Goia dall’osservatorio privilegiato di Csq, resta la fonte di reddito privilegiata per gli editori. Quindi è su di lei che bisogna credere e fare investimenti. Che riguardano il rafforzamento del marchio (“Nel commercio non fa mai male rendersi riconoscibili”), ma anche il look, per essere più leggibili e più accattivanti: “Il nostro lavoro” ha detto il designer editoriale Alberto Valeri “migliora quel che il prodotto giornalistico esprime. E spesso fa anche guadagnare qualche copia in edicola”.

Ma non bisogna comunque ignorare l’evoluzione che i nuovi media stanno determinando nel mercato delle notizie: “Il 50 per cento degli italiani non naviga ancora su internet. Ma non si può non esserci, anche per attirare gli investitori” ha sentenziato Stefano Ceresa, di Csq. Investitori che ci sono: “Spm arriva a incassare 6-700mila euro annui dalle inserzioni sul web” ha spiegato Gianluca Santagostino, amministratore delegato della concessionaria di pubblicità che dalla Lombardia copre il 2% del mercato italiano dei quotidiani. “Non sostituisce le perdite della carta stampata in tempo di crisi, ma è già qualcosa”. E poi, rivolto alla platea piemontese: “Ho visto i vostri siti, e ci sono pochissimi banner. E’ un peccato”.

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